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La torre di San Pietro

a cura di Giovanni Uglietti

Lungo la strada regionale n.229 vi è una edicola sacra eretta in onore di San Pietro. Poco oltre affiora dal tetto di un porticato, ciò che resta della torre campanaria della chiesa dedicata appunto a San Pietro.
La torre, sempre considerata anche punto di avvistamento, è una massiccia costruzione quadrangolare databile alla metà del secolo XI, con lati di 4.5 metri e muri con spessore di oltre 1,5 metri. L'altezza attuale è di circa 8 metri ed è interamente costruita con ciottoloni e pietre disposti orizzontalmente, con pietre angolari grossolanamente squadrate.
Ancora ben evidente resta la decorazione ad archetti pensili in cotto a gruppi di tre, divisi dalla lesena centrale. L'adiacente chiesa di San Pietro, di cui gli ultimi resti furono rimossi sul finire del secolo XIX, è documentata come antica Parrocchiale dal 1211 e si ritiene essere la prima chiesa cristiana del paese, posta nell'antico "vicus". In esso vi era murato un cippo romano detto "di vero", ora esposto al Museo Lapidario di Novara e vi furono rinvenute monete di Marco Antonio.
Con le costruzioni vicine, ancora oggi ricordate come "ospizio", dovevano costruire il primo nucleo di edifici per una congregazione religiosa ispirata a San Filippo Neri, prevista dal momese Giovan Battista Cavagna nel luglio 1603.
Al di là delle leggende che vorrebbero l'ospizio collegato al castello mediante un sotterraneo, va rimarcata l'importanza di questa area per la presenza di una porta vigilata e la confluenza di strade vitali fin dall'antichità.
In questo punto di probabile incrocio fra un "cardo" e un "decumano" della centuriazione romana, si incontravano infatti l'antica via "Settimia" e la via "Strella". La prima, poi via "Francisca", proveniva da Novara attraverso gli originari nuclei abitati di Vignale, Isarno, Caltignaga, Mirasole, Savonera e Momo passando fra il castello e il monastero, arrivando qui da ovest sulla strada detta "al Cardino", appunto da "Cardo", poi via Cardino fino al 1961 quando venne improvvisamente mutata la denominazione nell'attuale via Risorgimento.
La seconda strada confluente, la via "Stella", ancora così denominata a sud del paese (notoriamente utilizzata dalle greggi per evitare le strette strade dei centri abitati) si ricongiungeva nell'ampio spazio antistante la chiesa di San Pietro, ancora ben evidenziato dalla mappa Teresiana, dopo aver percorso quella che oggi è la strada centrale di Momo, lambendo a sud l'antico "burgus", ancora detto dialettalmente "borg", che si sviluppò poi attorno alla chiesa romanica di San Martino, citata nel 1347 come "ecclesia in villa", più volte rimaneggiata.


Stemma della Provincia di Novara Tratto da:
"Percorsi, Storia e Documenti Artistici del Novarese
Caltignaga e Momo - Volume 28"
Provincia di Novara 2005






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